Consumi a picco, cambiano le regole per i finanziamenti?

Si fa presto a dire che stiamo uscendo dalla crisi, il governo continua a dire che il peggio è passato, da più parti arrivano notizie che continuano a dare per certa la luce alla fine del tunnel, ma la verità, quella di tutti i giorni, dice che il tunnel è ancora nero, molto nero, e sono in molti quelli che non riescono ad arrivare a fine mese.


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Con riguardo alla situazione nella penisola italiana Federcomsumatori ha snocciolato un dato che da solo basta a capire forse l’intera situazione, in tre anni i consumi sono calati del 6.5%. La situazione è presto spiegata, le famiglie non riescono ad arrivare nemmeno alla terza settimana del mese, figuriamoci alla fine, ed in tutto questo il governo non fa che girare la testa dall’altra parte facendo di tutto per non aiutare la ripresa dell’economia.

Passi infatti che la crisi non è certo colpa del nostro governo, non in toto almeno, e passi che la guerra in Libia e la congiuntura internazionale hanno alzato il prezzo del carburante con tutto quello che ne consegue, ma forse aumentare le accise sul carburante facendolo schizzare ad oltre 1.6 euro al litro, è pura follia. L’aumento delle accise è stato deciso per finanziare il Fondo unico per lo spettacolo, dopo che la scure della Gelmini ha troncato arte e cultura in Italia di netto, senza però toccare i dorati stipendi di chi con tanta lungimiranza ci governa.

Tutto questo si ripercuote su mutui e finanziamenti, se infatti da una parte abbiamo visto che sono molti gli istituti di credito che danno respiro ai finanziamenti annullando alcune spese e vediamo dei tassi più “abbordabili”, dall’altra si assiste però ad una maggiore attenzione nel concedere prestiti o mutui. Questo dato lo rivela sempre Federconsumatori, che rivela un calo del 5.3% del credito al consumo, insomma le famiglie non possono neppure più indebitarsi.

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