Credito su pegno

Negli ultimi anni, soprattutto se si necessita di un prestito, si ricorre semplicemente alle banche; esistono però delle formule alternative che consentono di accedere a piccoli capitali.


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Una di queste opzioni si chiama Credito su Pegno ed è un tipo di finanziamento regolarizzato da norme legislative un po’ datate ma ancora valide; le leggi di riferimento sono del 1938 e del 1939.

Il credito su pegno si ottiene fornendo come garanzia un oggetto di valore o che abbia un valore di mercato.

A differenza di altri tipi di prestito, il credito su pegno viene concesso sulla base del valore dell’oggetto e non sulle garanzie patrimoniali che il soggetto può fornire.

Ci si affida a questo tipo di finanziamento quando la cifra che si vuole ottenere non è eccessivamente elevata.

 

Vediamo nel dettaglio le caratteristiche del credito su pegno:

–       accesso a piccoli importi

–       restituzione del debito in tempi piuttosto brevi, per un massimo di un anno

–       l’oggetto impegnato viene garantito attraverso un cedolino di consegna in cui sono indicate le caratteristiche dello stesso ed il valore in denaro concesso; con questo documento il soggetto potrà riscattare l’oggetto in qualunque momento

–       la persona che impegna un oggetto può decidere se riscattarlo o no

–       nel caso si scelga di non riscattare l’oggetto, questo viene venduto all’asta

 

Questo tipo di credito, nella memoria collettiva, è affiancato al Monte dei pegni o monte di pietà; dal 1993 il credito su pegno è stato allineato a tutti gli altri crediti.

Oggi, circa 50 banche italiane concedono prestiti attraverso il pegno, anche se va specificato che la maggior parte di esse concede denaro solo presentando beni preziosi come oro e gioielli.

Solo le banche più grandi accettano ancora beni differenti, come pellicce, servizi di porcellane o orologi.

Per richiedere un credito su pegno si deve andare in banca, muniti di documento e codice fiscale; qui l’oggetto è periziato da un tecnico che ne stabilisce il valore.

Nel caso di tratti di un oggetto prezioso, la banca potrà erogare un importo inferiore ai 4/5 del valore totale; nel caso di oggetti non preziosi la somma dovrà essere inferiore ai 2/3 del valore.

 

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